giovedì 16 luglio 2009

LIFE CYCLE COST FOR FACILITIES


Il costo del ciclo di vita, detto Life Cycle Cost (LCC) è una valutazione economica di un oggetto, di un sistema o di una struttura durante la sua vita, espressa in termini di costo equivalente e utilizzando le stesse basi usate per i costi iniziali. Il Life Cycle Cost è utilizzato per confrontare diverse soluzioni, identificare e valutare per ciascuna di esse l’impatto economico durante tutta la loro vita utile.
Ad esempio per gli impianti, i costi futuri sono spesso uguali o superiori ai costi iniziali di acquisto. Se si prendono in considerazione i costi del personale e gli altri costi, allora il costo iniziale di approvvigionamento o di appalto può risultare inferiore del 20% rispetto ai costi totali.
Negli immobili il costo sostenuto dalla proprietà per gli impianti continua a salire. I proprietari hanno difficoltà sia a ottenere i capitali iniziali per costruire gli impianti sia a ricevere un adeguati finanziamenti per manutenzioni, energia, sostituzioni e per gli altri costi associati alla corretta operatività degli impianti stessi. La diminuzione dei budget a disposizione di qualsiasi azienda o ente governativo e la competizione sui mercati mondiali ha creato una situazione in cui i proprietari cercano all’esterno dei professionisti esperti in ingegneria, costruzione e gestione che siano capaci di offrire delle soluzioni che consentano la minimizzazione del Life Cycle Cost (LCC), ovvero del costo totale nel ciclo di vita del componente/impianto. Inoltre le recenti tendenze di minimizzazione dell’obsolescenza degli impianti, di ottenimento un accettabile livello di sostenibilità ambientale e di un miglioramento dell’efficacia funzionale, hanno obbligato i “decision-makers”, cioè i manager che decidono, a esaminare nel dettaglio l’impatto di tutte le diverse alternative progettuali ed economiche, in una parola “strategiche”.
Negli USA già da diverso tempo le iniziative del U.S. Green Building Council attraverso lo strumento LEEDTM hanno incoraggiato sia i governi che l’industria privata a scegliere per i loro edifici delle soluzioni più “green”. Essere “green” naturalmente comporta scegliere delle soluzioni progettuali che incidono sul costo del ciclo di vita degli impianti.
Il problema che devono affrontare oggi i professionisti e i proprietari non è legato alla mancanza di idee, anzi di queste c’è stata sempre abbondanza, quanto piuttosto alla mancanza di dati e di una metodologia. La sfida per tutti è quella di conciliare le sempre limitate risorse economiche con l’ottimizzazione della progettazione delle alternative proposte che saranno poi da selezionare e realizzare.

giovedì 2 luglio 2009

UNA SFIDA PER LA SOSTENIBILITÀ: LA CERTIFICAZIONE AMBIENTALE DEGLI EDIFICI


Nel campo della progettazione edile, la ricerca sta spingendo molto, sia in campo nazionale che internazionale, sul tema della Sostenibilità, un tema innovativo e di carattere interdisciplinare. Ne sono la prova le numerose pubblicazioni sull’argomento edite negli ultimi anni, sia di carattere scientifico ma anche politico e commerciale.
Il concetto di Sostenibilità in generale è inteso come sintesi di aspetti AMBIENTALI, SOCIALI ed ECONOMICI.
L’argomento è stato introdotto sulla scena internazionale nell’ambito dell’iniziativa delle Nazioni Unite denominata “Agenda 21”, un documento del 1999 nel quale tutti i Paesi membri hanno elencato e sottoscritto gli impegni da assumere nel 21esimo secolo per favorire uno sviluppo globale sostenibile. La sua applicazione nel campo dell’edilizia si ritrova oggi in diverse norme internazionali di recente pubblicazione, la maggior parte delle quali sono norme ISO della serie 21900: “Sustainability in building construction”.
Tra tutte le attività umane, come è noto, l’ambiente costruito assorbe una fetta consistente delle risorse naturali ed energetiche mondiali; sarà quindi sempre più indispensabile concentrare l’attenzione sulla “sostenibilità” del settore edile, anche per rispettare gli impegni internazionali sul clima stipulati tra i vari Paesi negli ultimi anni.
In edilizia, la Sostenibilità è da intendersi principalmente come somma di EFFICIENZA ENERGETICA, non solo per la climatizzazione ma anche per illuminazione ed altri usi elettrici, COMFORT AMBIENTALE (spaziale, termico, di sicurezza d’uso, acustico e luminoso), GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI, in termini di scelta ed utilizzo del sito e dell’acqua, scelta dei materiali per la costruzione e politiche di gestione.
Tali aspetti possono essere valutati a diverse “scale”: la scala dell’edificio, quella della singola soluzione tecnologica ed infine, quella dei prodotti per l’edilizia. In quest’ultimo campo si sta facendo molto a livello europeo, oltre che dal punto di vista normativo, anche con la creazione di certificazioni ambientali di prodotto come ad esempio “Ecolabel”. All’interno del futuro “Regolamento UE sui prodotti da costruzione (CPR)” , infatti, è poi stato inserito un nuovo principio, denominato “utilizzo sostenibile delle risorse naturali”, per valorizzare quei prodotti che dimostrino, grazie ad analisi di tipo LCA, un ridotto impatto ambientale nell’intero ciclo di vita.
Il concetto di Sostenibilità di un prodotto, in generale, è strettamente legato al concetto di “ciclo di vita”, secondo il quale ciascuna scelta che riguarda il prodotto deve tenere in considerazione gli effetti che provoca durante tutta la “vita” dello stesso, e non soltanto in una singola fase.
Nel caso di un edificio, le fasi che ne costituiscono la vita sono: ideazione, progettazione, produzione, uso e demolizione/ristrutturazione.
In ognuna delle fasi sopra elencate vengono effettuate delle scelte che implicano, più o meno intenzionalmente, conseguenze di tipo economico, ambientale e sociale, ma la fase cruciale risulta quella di IDEAZIONE, intesa come fase strategica, aggiunta alla progettazione, nella quale si definiscono le scelte funzionali, spaziali, prestazionali e gli obiettivi dell’intervento.
Pertanto, un qualsiasi prodotto può essere davvero “sostenibile” solo se nasce con questa finalità, se chi l’ha pensato si è posto in un’ottica nuova, che considera gli effetti a lungo termine delle diverse scelte progettuali, costruttive e di utilizzo.

[Stefano Loddo, Filippo Tori]