
Il costo del ciclo di vita, detto Life Cycle Cost (LCC) è una valutazione economica di un oggetto, di un sistema o di una struttura durante la sua vita, espressa in termini di costo equivalente e utilizzando le stesse basi usate per i costi iniziali. Il Life Cycle Cost è utilizzato per confrontare diverse soluzioni, identificare e valutare per ciascuna di esse l’impatto economico durante tutta la loro vita utile.
Ad esempio per gli impianti, i costi futuri sono spesso uguali o superiori ai costi iniziali di acquisto. Se si prendono in considerazione i costi del personale e gli altri costi, allora il costo iniziale di approvvigionamento o di appalto può risultare inferiore del 20% rispetto ai costi totali.
Negli immobili il costo sostenuto dalla proprietà per gli impianti continua a salire. I proprietari hanno difficoltà sia a ottenere i capitali iniziali per costruire gli impianti sia a ricevere un adeguati finanziamenti per manutenzioni, energia, sostituzioni e per gli altri costi associati alla corretta operatività degli impianti stessi. La diminuzione dei budget a disposizione di qualsiasi azienda o ente governativo e la competizione sui mercati mondiali ha creato una situazione in cui i proprietari cercano all’esterno dei professionisti esperti in ingegneria, costruzione e gestione che siano capaci di offrire delle soluzioni che consentano la minimizzazione del Life Cycle Cost (LCC), ovvero del costo totale nel ciclo di vita del componente/impianto. Inoltre le recenti tendenze di minimizzazione dell’obsolescenza degli impianti, di ottenimento un accettabile livello di sostenibilità ambientale e di un miglioramento dell’efficacia funzionale, hanno obbligato i “decision-makers”, cioè i manager che decidono, a esaminare nel dettaglio l’impatto di tutte le diverse alternative progettuali ed economiche, in una parola “strategiche”.
Negli USA già da diverso tempo le iniziative del U.S. Green Building Council attraverso lo strumento LEEDTM hanno incoraggiato sia i governi che l’industria privata a scegliere per i loro edifici delle soluzioni più “green”. Essere “green” naturalmente comporta scegliere delle soluzioni progettuali che incidono sul costo del ciclo di vita degli impianti.
Il problema che devono affrontare oggi i professionisti e i proprietari non è legato alla mancanza di idee, anzi di queste c’è stata sempre abbondanza, quanto piuttosto alla mancanza di dati e di una metodologia. La sfida per tutti è quella di conciliare le sempre limitate risorse economiche con l’ottimizzazione della progettazione delle alternative proposte che saranno poi da selezionare e realizzare.
Ad esempio per gli impianti, i costi futuri sono spesso uguali o superiori ai costi iniziali di acquisto. Se si prendono in considerazione i costi del personale e gli altri costi, allora il costo iniziale di approvvigionamento o di appalto può risultare inferiore del 20% rispetto ai costi totali.
Negli immobili il costo sostenuto dalla proprietà per gli impianti continua a salire. I proprietari hanno difficoltà sia a ottenere i capitali iniziali per costruire gli impianti sia a ricevere un adeguati finanziamenti per manutenzioni, energia, sostituzioni e per gli altri costi associati alla corretta operatività degli impianti stessi. La diminuzione dei budget a disposizione di qualsiasi azienda o ente governativo e la competizione sui mercati mondiali ha creato una situazione in cui i proprietari cercano all’esterno dei professionisti esperti in ingegneria, costruzione e gestione che siano capaci di offrire delle soluzioni che consentano la minimizzazione del Life Cycle Cost (LCC), ovvero del costo totale nel ciclo di vita del componente/impianto. Inoltre le recenti tendenze di minimizzazione dell’obsolescenza degli impianti, di ottenimento un accettabile livello di sostenibilità ambientale e di un miglioramento dell’efficacia funzionale, hanno obbligato i “decision-makers”, cioè i manager che decidono, a esaminare nel dettaglio l’impatto di tutte le diverse alternative progettuali ed economiche, in una parola “strategiche”.
Negli USA già da diverso tempo le iniziative del U.S. Green Building Council attraverso lo strumento LEEDTM hanno incoraggiato sia i governi che l’industria privata a scegliere per i loro edifici delle soluzioni più “green”. Essere “green” naturalmente comporta scegliere delle soluzioni progettuali che incidono sul costo del ciclo di vita degli impianti.
Il problema che devono affrontare oggi i professionisti e i proprietari non è legato alla mancanza di idee, anzi di queste c’è stata sempre abbondanza, quanto piuttosto alla mancanza di dati e di una metodologia. La sfida per tutti è quella di conciliare le sempre limitate risorse economiche con l’ottimizzazione della progettazione delle alternative proposte che saranno poi da selezionare e realizzare.

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